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VALUTAZIONE DEI RISCHI: LE LAVORATRICI GESTANTI ( 07-12-2010)


Lo stato delle lavoratrici gestanti richiede particolare attenzione e rappresenta un momento di criticità nella vita aziendale che va gestito seguendo un iter specifico.
 
La materia viene disciplinata dall’art. 11 del DLgs 151 che introduce un elenco di mansioni vietate, pericolose e insalubri per le lavoratrici gestanti, e dal DLgs 81/2008 che ha fatto chiarezza sulle modalità di valutazione dei rischi.
 
Innanzitutto la valutazione del rischio per le lavoratrici in gestazione puerperio e allattamento deve avvenire anche in assenza di lavoratrici gestanti perché è d’obbligo per il datore di lavoro valutare ogni sorta di rischio.
 
Il datore di lavoro, a seguito della valutazione del rischio, deve procedere a fornire le informazioni necessarie alle lavoratrici sui rischi specifici dell’attività lavorativa in relazione al periodo di gestazione e allattamento al fine di dare la giusta priorità alla comunicazione tempestiva dello stato di gravidanza in quanto utile ad agevolare l’adozione delle misure di prevenzione e protezione sulla base dei rischi precedentemente calcolati.
 
Per effettuare una corretta valutazione dei rischi che tenga conto di tutti gli aspetti, è consigliabile applicare una procedura operativa che individui l’iter da seguire e utilizzare una checklist che riassuma gli allegati ABC del decreto 151 e fornisca una traccia di quei lavori ritenuti vietati e pericolosi.
 
È molto importante chiarire i diritti in caso di gravidanza, perché è ormai noto che è proprio dal concepimento ai primi mesi di gestazione che la donna corre i rischi maggiori e in ambiente di lavoro si devono adottare misure di prevenzione e protezione fin da subito.