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SICUREZZA SUL LAVORO: L’UTILIZZO DEI SOFFIATORI CON MOTORI A SCOPPIO ( 17-12-2010)


Il D.Lgs.626/94 e successivamente il D.Lgs. 81/08 hanno imposto ai fabbricanti di progettare e realizzare attrezzature da lavoro sempre meno pericolose, e ai datori di lavoro di “sostituire quello che è più pericoloso con quello che lo è di meno”.
Questo processo importantissimo ancora in evoluzione, ha dato dei risultati rilevanti. Tutte le attrezzature, che negli anni ’90 potevano essere dannose per la salute dei lavoratori, in quanto producevano elevate emissioni sonore, vibrazioni, erano spesso prive delle protezioni oggi ritenute indispensabili, come ad esempio il dispositivo anti black-out o il freno motore, sono state nel corso degli anni modificate per non nuocere alla salute degli utilizzatori o comunque ridurre i loro effetti dannosi.
Nonostante questo miglioramento del grado di sicurezza delle macchine e delle attrezzature ci troviamo comunque a volte di fronte a nuove situazioni lavorative, che propongono nuovi spunti in merito alla valutazione dei rischi a cui sono sottoposti i lavoratori.
Per esempio nel caso degli operatori ecologici e dei lavoratori occupati nel settore della manutenzione del verde sono entrati ultimamente in uso comune, dei soffiatori a motore a scoppio indossati dai lavoratori stessi come uno “zainetto”, che vengono utilizzati in sostituzione delle scope per spostare foglie o materiale leggero.

Durante tali operazioni, gli utilizzatori della soffiatrice e coloro che sono nelle vicinanze, sono esposti ai fumi di scarico, al rumore e alle vibrazioni prodotte dal motore a scoppio che fa funzionare il soffiatore.

E’ evidente che i lavoratori addetti a questa mansione, siano esposti a fattori di rischio che possano influire negativamente sul loro stato di salute, come per esempio fumi di combustione da idrocarburi, potenzialmente cancerogeni, senza utilizzare idonee maschere di protezione con filtri specifici, ma indossando regolarmente, solo delle mascherine di carta antipolvere.

Per analogia, possiamo assimilare questi lavoratori ai “segantini” ovvero coloro che utilizzano le seghe con motore a scoppio per la lavorazione del legname. In questa categoria di lavoratori sono molto frequenti neoplasie che possono essere fatte risalire a l’esposizione quotidiana agli idrocarburi presenti nei gas di scarico delle motoseghe.