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VALUTAZIONE DEI RISCHI, AUTOCERTIFICAZIONE E STRESS LAVORO-CORRELATO ( 27-12-2010)


L’ultima circolare per quanto attiene la valutazione del rischio stress lavoro-correlato prevede che si dia conto dell’esito sul DVR. Da una prima lettura della circolare sorge però immediatamente un dubbio e un relativo quesito: Se un’azienda non ha l’obbligo della redazione del documento di valutazione dei rischi ma ricorre alla facoltà dell’autocertificazione deve comunque redigere il DVR a seguito di tale circolare?

Come spesso accade dietro ad ogni quesito sull’applicazione del D. Lgs. n. 81 e s.m.i., contenente il Testo Unico in materia di salute e di sicurezza sul lavoro, si cela una carenza, una imprecisione o comunque la poca chiarezza con la quale sono state dettate le disposizioni di legge in materia. Questa volta il dubbio sotto la lente riguarda l’obbligo della valutazione del rischio stress lavoro ed è legato sostanzialmente ad una imprecisione che è possibile riscontrare nella lettura del documento.

La risposta al quesito viene rilevata però direttamente dal dettato normativo nel quale il legislatore, dopo aver specificatamente indicato nell’art. 28 comma 1 che fra i rischi da valutare debba essere preso in esame anche quello legato allo stress lavoro-correlato, con l’art. 29 comma 5 dello stesso decreto legislativo con il quale sono state fissate le modalità di valutazione di tutti i rischi e ha dato la facoltà alle aziende fini a 10 lavoratori, sempre che non svolgano attività a particolare rischio e le aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi all'esposizione ad amianto, di potere autocertificare, in attesa che un apposito decreto interministeriale fissi le procedure standardizzate, la effettuazione della valutazione dei rischi.

È comunque importante a proposito ribadire che autocertificare la valutazione dei rischi non significa omettere di effettuare la valutazione dei rischi stessi, ma viene concessa la possibilità di compilare, al posto di elaborare il DVR nella sua completezza, una autocertificazione nella quale vanno comunque indicati, sia pure sinteticamente, i rischi individuati nel proprio ambiente di lavoro, nonché i criteri adottati per valutarli, le misure individuate per eliminarli o ridurli al minimo. A corredo di tale autocertificazione è necessario però raccogliere tutta la documentazione finalizzata a dimostrare di aver fatta effettivamente tale valutazione e da esibire al personale degli organi di vigilanza nell’ambito della loro attività ispettiva.

È chiaro, dunque, che il datore di lavoro può far ricorso, sussistendone le condizioni, all’autocertificazione della valutazione del rischio stress lavoro-correlato.