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L’OBBLIGO DELLA PEC PER LE AZIENDE COSTITUITE SOTTO FORMA DI SOCIETA’ ( 01-07-2011)


La Legge 28 gennaio 2009, n. 2, di conversione del Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185, più noto come decreto "anti-crisi", dispone che le Aziende costituite sotto forma di società devono dotarsi entro il 29 novembre 2011 di una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) che deve essere depositata presso la competente Camera di Commercio. Tale obbligo non interessa le imprese individuali. Le società di nuova iscrizione, peraltro, sono tenute ad indicare il proprio indirizzo di posta elettronica nella domanda di iscrizione al registro delle imprese. Pertanto devono dotarsi autonomamente della casella PEC prima della compilazione e dell'invio della pratica di iscrizione. I Professionisti iscritti in Albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato invece dovevano dotarsi già a decorrere dal 29 novembre 2009 di una propria casella PEC, da comunicare ai propri Ordini Professionali, i quali devono rendere tali elenchi disponibili per tutte le Pubbliche Amministrazioni.

Questa disposizione è stata inserita nell’ambito di progetti volti alla digitalizzazione dei documenti e dematerializzazione dei procedimenti amministrativi al fine di consentire forti riduzioni di costi, sia per le spese di postalizzazione sia per le risorse umane destinate alla relativa attività di supporto, nonché aumenti significativi di efficienza.

 

Fonte: INAIL



REGOLAMENTI EUROPEI REACH, CLP E SDS: CHIARIMENTI DALLA COMMISSIONE CONSULTIVA PERMANENTE ( 04-07-2011)


La Commissione Consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha approvato nella seduta del 20 aprile 2011 il documento con cui ha provveduto a fornire le prime indicazioni esplicative in ordine alla ricaduta sul D.lgs. n.81/2008 (Titolo IX del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i, Capo I “Protezione da Agenti Chimici” e Capo II “Protezione da Agenti Cancerogeni e Mutageni”) delle disposizioni contenute nei regolamenti dell’Unione Europea REACH e CLP.

 

Fonte: Ministero del Lavoro



CANTIERI TEMPORANEI E MOBILI: IL PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (PSC) ( 05-07-2011)


Il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) previsto per i cantieri temporanei e mobili, è costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione, atte a prevenire o ridurre i rischi  per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi i rischi particolari, nonché la stima dei costi per la salute e sicurezza dei lavoratori.

Il piano di sicurezza e coordinamento (PSC), disciplinato dall’art. 100 e dall’Allegato XV del D.lgs. 81/2008 é corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una planimetria sull’organizzazione del  cantiere e, ove la particolarità dell’opera lo richieda, una tavola tecnica sugli scavi.

I contenuti minimi del piano di sicurezza e di coordinamento e l’indicazione della stima dei costi della sicurezza definiti all’ ALLEGATO XV sono:

1.      identificazione e descrizione dell’opera, esplicitata con:

·         l’indirizzo del cantiere;

·         la descrizione del contesto in cui é collocata l’area di cantiere;

2.      una descrizione sintetica dell’opera, con particolare riferimento alle scelte progettuali, architettoniche, strutturali e tecnologiche;

3.      l’individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza, esplicitata con l ’indicazione dei nominativi del responsabile dei lavori, del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e, qualora già nominato, del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione ed a cura dello stesso coordinatore per l ’esecuzione con l’indicazione, prima dell’inizio dei singoli lavori, dei nominativi dei datori di lavoro delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi;

4.      una relazione concernente l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi concreti, con riferimento all’area ed alla organizzazione del cantiere, alle lavorazioni ed alle loro interferenze;  

5.      le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive, in riferimento:

·         all’area di cantiere;

·         all’organizzazione del cantiere;

·         alle lavorazioni;

6.      le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale, in riferimento alle interferenze tra le lavorazioni;

7.      le misure di coordinamento relative all’uso comune da parte di più imprese e lavoratori autonomi, come scelta di pianificazione lavori finalizzata alla sicurezza, di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva;

8.      le modalità organizzative della cooperazione e del coordinamento, nonché della reciproca informazione, fra i datori di lavoro e tra questi ed i lavoratori autonomi;

9.      l’organizzazione prevista per il servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori nonché i riferimenti telefonici delle strutture previste sul territorio al servizio del pronto soccorso e della prevenzione incendi;

10.  la durata prevista delle lavorazioni, delle fasi di lavoro e, quando la complessità dell’opera lo richieda, delle sottofasi di lavoro, che costituiscono il cronoprogramma dei lavori, nonché l ’entità presunta del cantiere espressa in uomini-giorno;

11.  la stima dei costi della sicurezza.

 

Il piano di sicurezza e coordinamento deve essere parte integrante del contratto di appalto e sia datori di lavoro delle imprese esecutrici che i lavoratori autonomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nel piano di sicurezza e coordinamento (PSC) e nel piano operativo di sicurezza (POS).

I datori di lavoro delle imprese esecutrici devono inoltre mettere a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del piano di sicurezza e di coordinamento e del piano operativo di sicurezza almeno dieci giorni prima dell’inizio dei lavori.

L’impresa che si aggiudica i lavori ha facoltà di presentare al coordinatore per l’esecuzione proposte di integrazione al piano di sicurezza e di coordinamento, ove ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza. In nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche o adeguamento dei prezzi pattuiti.

Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai lavori la cui esecuzione immediata è necessaria per prevenire incidenti imminenti o per organizzare urgenti misure di salvataggio o per garantire la continuità in condizioni di emergenza nell'erogazione di servizi essenziali per la popolazione quali corrente elettrica, acqua, gas, reti di comunicazione.

Il committente o il responsabile dei lavori, se nominato, deve infine assicurare l’attuazione degli obblighi a carico del datore di lavoro dell’impresa affidataria previsti dall’articolo 97 comma 3-bis e 3-ter del presente decreto .



LA STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA PREVISTA DAL TESTO UNICO ( 06-07-2011)


Nell'ambito dei cantieri temporanei o mobili, ove è prevista la redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) ai sensi del Titolo IV, Capo I, del D.lgs. 81/2008, nei costi della sicurezza vanno stimati, per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere:

- i costi degli apprestamenti previsti nel PSC;

- i costi delle misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previsti nel PSC per lavorazioni interferenti;

- i costi degli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche, degli impianti antincendio, degli impianti di evacuazione fumi;

- i costi dei mezzi e servizi di protezione collettiva;

- i costi delle procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza;

- i costi degli eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti;

- i costi delle misure di coordinamento relative all’uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva.

Anche per le opere rientranti nel campo di applicazione del D.lgs. n. 163 del 12 aprile 2006 e successive modifiche e per le quali non è prevista la redazione del PSC ai sensi del Titolo IV, Capo I del presente Decreto, le amministrazioni appaltanti, nei costi della sicurezza stimano, per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere, i costi delle misure preventive e protettive finalizzate alla sicurezza e salute dei lavoratori.

La stima dovrà essere congrua, analitica per voci singole, a corpo o a misura, riferita ad elenchi prezzi standard o specializzati, oppure basata su prezziari o listini ufficiali vigenti nell’ area interessata, o sull’elenco prezzi delle misure di sicurezza del committente; nel caso in cui un elenco prezzi non sia applicabile o non disponibile, si farà riferimento ad analisi costi complete e desunte da indagini di mercato. Le singole voci dei costi della sicurezza vanno calcolate considerando il loro costo di utilizzo per il cantiere interessato che comprende, quando applicabile, la posa in opera ed il successivo smontaggio, l’eventuale manutenzione e l’ammortamento.

I costi della sicurezza così individuati, sono compresi nell’importo totale dei lavori, ed individuano la parte del costo dell’opera da non assoggettare a ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici.

Per la stima dei costi della sicurezza relativi a lavori che si rendono necessari a causa di varianti in corso d’opera previste dall’articolo 132 del D.lgs. n. 163 del 12 aprile 2006 e successive modifiche, o dovuti alle variazioni previste dagli articoli 1659, 1660, 1661 e 1664, secondo comma, del Codice civile, si applicano comunque le disposizioni precedentemente citate. I costi della sicurezza così individuati, sono compresi nell’importo totale della variante, ed individuano la parte del costo dell’opera da non assoggettare a ribasso.

Il direttore dei lavori liquida l’importo relativo ai costi della sicurezza previsti in base allo stato di avanzamento lavori, previa approvazione da parte del coordinatore per l’esecuzione dei lavori quando previsto.

 



INFORTUNI SUL LAVORO NEL 2010: IL RAPPORTO ANNUALE DELL’INAIL ( 07-07-2011)


Traendo spunto dai dati del Rapporto annuale INAIL 2010 è possibile notare, con 15mila denunce in meno rispetto all'anno precedente, una diminuzione significativa degli infortuni sul lavoro.

Secondo il rapporto annuale, sostanzioso è stato il calo degli incidenti in occasione di lavoro, che sono diminuiti di circa 10mila unità, mentre quelli in itinere sono scesi di quasi 5mila.

Nel 2010 i settori che hanno beneficiato maggiormente del calo infortunistico sono l'agricoltura - che ha registrato un calo del 4,8% degli incidenti e del 10% dei casi mortali - e l'industria (rispettivamente -4,7% e -10%). Il ramo dei servizi, invece, ha fatto registrare una sostanziale stabilità degli infortuni (+0,4%) e un calo modesto del 3% degli incidenti mortali.  Valutando i singoli settori, invece, rilevanti sono le costruzioni che fanno registrare una diminuzione di circa 10mila infortuni (-12,4%), mentre gli eventi mortali sono scesi da 229 a 215 (-6,1%). Una sensibile riduzione si registra anche nei settori portanti dell'industria pesante come la metalmeccanica, che fa registrare un calo medio del 3,5%, mentre per i casi mortali siamo addirittura intorno al 30%.

Per quanto riguarda gli stranieri, pur in presenza di un lieve calo degli assicurati, l'andamento infortunistico per i lavoratori immigrati nel 2010 fa registrare un leggero incremento (+900 casi, pari al +0,8%). Per i casi mortali, invece, la diminuzione in termini percentuali si attesta al -4%. Le comunità più interessate continuano a essere la Romania, il Marocco e l'Albania che da sole rappresentano il 40% di tutti gli infortuni agli stranieri e il 50% dei casi mortali". 

Il calo degli infortuni interessa quasi tutte le aree del paese, ma  in maniera più intensa regioni come la Basilicata, la Campania, la Calabria e la Sardegna. In generale la regione con la migliore performance nel 2010 è il Molise che registra una riduzione dell'8,9% per gli infortuni. Per quanto riguarda i casi mortali, tra le regioni dove il calo è più sensibile spicca la Lombardia, con una riduzione del 30%.

Le malattie professionali invece, anche nel 2010, hanno registrato un incremento delle denunce del 22%: si è passati infatti dalle 34.750 del 2009 alle 42.350 del 2010.

 

Fonte: INAIL



ATTREZZATURE DI LAVORO ADIBITE AL SOLLEVAMENTO, AL TRASPORTO O ALL’IMMAGAZZINAMENTO DI CARICHI ( 08-07-2011)


Ai sensi dell’Allegato V al D.lgs. 81/2008 (e succ. modificazioni), le attrezzature di lavoro adibite al sollevamento di carichi installate stabilmente devono essere costruite in modo da assicurare la solidità e la stabilità durante l’uso tenendo in considerazione innanzi tutto i carichi da sollevare e le sollecitazioni che agiscono sui punti di sospensione o di ancoraggio alle strutture.

Le macchine adibite al sollevamento di carichi, escluse quelle azionate a mano, devono recare un’indicazione chiaramente visibile del loro carico nominale e, all’occorrenza, una targa di carico indicante il carico nominale di ogni singola configurazione della macchina.

Gli accessori di sollevamento devono essere marcati in modo da poterne identificare le caratteristiche essenziali ai fini di un’utilizzazione sicura.

I ganci utilizzati nei mezzi di sollevamento e di trasporto devono portare in rilievo o incisa la chiara indicazione della loro portata massima ammissibile.

Se l’attrezzatura di lavoro non è destinata al sollevamento di persone, una segnalazione in tal senso dovrà esservi apposta in modo visibile onde non ingenerare alcuna possibilità di confusione.   

Le attrezzature di lavoro adibite al sollevamento di carichi installate stabilmente devono essere disposte in modo tale da ridurre il rischio che i carichi:

1.      urtino le persone,

2.      in modo involontario derivino pericolosamente o precipitino in caduta libera,

3.      siano sganciati involontariamente.

I mezzi di sollevamento e di trasporto devono essere provvisti di dispositivi di frenatura atti ad assicurare il pronto arresto e la posizione di fermo del carico e del mezzo e, quando è necessario ai fini della sicurezza, a consentire la gradualità dell’arresto.

Nei casi in cui l’interruzione dell’energia di azionamento può comportare pericoli per le persone, i mezzi di sollevamento devono essere provvisti di dispositivi che provochino l’arresto automatico sia del mezzo che del carico.

In ogni caso l’arresto deve essere graduale onde evitare eccessive sollecitazioni nonché il sorgere di oscillazioni pericolose per la stabilità del carico.

I mezzi di sollevamento e di trasporto quando ricorrano specifiche condizioni di pericolo devono essere provvisti di appropriati dispositivi acustici e luminosi di segnalazione e di avvertimento, nonché di illuminazione del campo di manovra.

Gli apparecchi e gli impianti di sollevamento e di trasporto per trazione, provvisti di tamburi di avvolgimento e di pulegge di frizione, come pure di apparecchi di sollevamento a vite, devono essere muniti di dispositivi che impediscano:

1.      l’avvolgimento e lo svolgimento delle funi o catene o la rotazione della vite, oltre le posizioni limite prestabilite ai fini della sicurezza in relazione al tipo o alle condizioni d’uso dell’apparecchio (dispositivo di arresto automatico di fine corsa);

2.      la fuoriuscita delle funi o catene dalla sede dei tamburi e delle pulegge durante il normale funzionamento. 

I tamburi e le pulegge degli apparecchi ed impianti sopra citati devono avere le sedi delle funi e delle catene atte, per dimensioni e profilo, a permettere il libero e normale avvolgimento delle stesse funi o catene in modo da evitare accavallamenti o sollecitazioni anormali.

Quando per particolari esigenze vengono usati tamburi o pulegge in condizioni diverse da quelle previste devono essere impiegate funi o catene aventi dimensioni e resistenza adeguate alla maggiore sollecitazione a cui possono essere sottoposte.

I tamburi e le pulegge motrici degli apparecchi ed impianti in questione sui quali si avvolgono funi metalliche, salvo quanto previsto da disposizioni speciali, devono avere un diametro non inferiore a 25 volte il diametro delle funi ed a 300 volte il diametro dei fili elementari di queste. Per le pulegge di  invio il diametro non deve essere inferiore rispettivamente a 20 e a 250 volte.

Le funi e le catene degli impianti e degli apparecchi di sollevamento e di trazione, salvo quanto previsto al riguardo dai Regolamenti speciali, devono avere, in rapporto alla portata e allo sforzo massimo ammissibile, un coefficiente di sicurezza di almeno 6 per le funi metalliche, 10 per le funi composte di fibre e 5 per le catene.

Gli attacchi delle funi e delle catene devono essere eseguiti in modo da evitare sollecitazioni pericolose, nonché impigliamenti o accavallamenti.

Le estremità libere delle funi, sia metalliche, sia composte di fibre, devono essere provviste di piombatura o legatura o morsettatura, allo scopo di impedire lo scioglimento dei trefoli e dei fili elementari.

I posti di manovra dei mezzi ed apparecchi di sollevamento e di trasporto devono:

1.      potersi raggiungere senza pericolo;

2.      essere costruiti o difesi in modo da consentire l’esecuzione delle manovre, i movimenti e la sosta, in condizioni di sicurezza;

3.      permettere la perfetta visibilità di tutta la zona di azione del mezzo.

Gli organi di comando dei mezzi di sollevamento e di trasporto devono essere collocati in posizione tale che il loro azionamento risulti agevole e portare la chiara indicazione delle manovre a cui servono.

Gli stessi organi devono essere conformati, protetti o disposti in modo da impedire la messa in moto accidentale.

Le modalità di impiego degli apparecchi di sollevamento e di trasporto ed i segnali prestabiliti per l’esecuzione delle manovre devono infine essere richiamati mediante avvisi chiaramente leggibili.



AUTOTRASPORTO: STOP AI BENEFICI FISCALI A CHI COMMETTE VIOLAZIONI ( 11-07-2011)


Con la circolare n. 31/E del 06/07/2011 l’Agenzia delle Entrate fornisce indicazioni utili per adottare i provvedimenti che escludono dai benefici fiscali per il periodo di un anno chi non ha rispettato le disposizioni previste dall’articolo 83-bis della manovra d’estate 2008 (dl 112/2008).

In particolare, la circolare chiarisce che le violazioni degli obblighi legati alla tutela della sicurezza stradale e della regolarità del mercato dell’autotrasporto di cose per conto di terzi sono rilevate dalla direzione generale per il trasporto stradale e l’intermodalità del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un’attività istruttoria che consentirà poi alle direzioni regionali e alle direzioni provinciali di Trento e Bolzano dell’Agenzia delle Entrate di motivare i provvedimenti di applicazione della sanzione amministrativa, che consiste nell’impossibilità per i trasgressori di fruire per un anno delle agevolazioni fiscali. Contro questi atti è ammesso ricorso al Tribunale amministrativo regionale competente entro sessanta giorni dalla notifica.

Le amministrazioni e gli enti che hanno il compito di verificare il rispetto del provvedimento di esclusione potranno consultare direttamente online, sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, l’elenco dei destinatari della sanzione. Questa lista, disponibile nella sezione “Documentazione” alla voce “Sicurezza stradale e regolarità del mercato: soggetti esclusi dai benefici fiscali”, riporterà anche tutte le informazioni sui vari gradi e sugli esiti dell’eventuale contenzioso, così come sui provvedimenti di annullamento in autotutela.

Il testo della circolare è disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, all’interno della sezione “Normativa e prassi”.

 

Fonte: Agenzia delle Entrate



COMUNICAZIONI PER I LAVORI USURANTI: MODALITA’ OPERATIVE ( 12-07-2011)


Il Ministero del Lavoro, sul proprio sito internet, ha fornito alcune precisazione in merito alla funzione di accreditamento, da parte dei soggetti autorizzati, per l’invio del modello LAV-US.

Il Decreto Legislativo n. 67 del 21 aprile 2011, che introduce la possibilità di beneficiare di un accesso anticipato al pensionamento in favore degli “addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti”, stabilisce l’obbligo per i datori di lavoro di dare comunicazione on line delle lavorazioni indicate nel testo del decreto.

In particolare, nel caso dei processi produttivi in serie caratterizzati dalla “linea catena” (ovvero le lavorazioni indicate all’articolo 1, comma 1, lettera c ed esplicitate nell’allegato 1) i datori di lavoro devono compilare il modello LAV-US, disponibile on line sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro dal 21 giugno 2011.

Per procedere all’invio sarà necessario accreditarsi al sistema, compilando e inviare un modulo con i propri dati.

In seguito il Ministero del Lavoro invierà una mail di richiesta di documentazione all’indirizzo indicato nel modulo. Successivamente sarà sufficiente inviare al numero di fax indicato nella mail una copia firmata del documento di identità di chi effettua l’accreditamento (datore di lavoro o soggetto autorizzato) per ricevere le credenziali di accesso.

E’ necessario trasmettere la modulistica entro il 31 luglio 2011 e, in seguito, come indicato nella Circolare 15 del 20 giugno 2011, entro trenta giorni dall’inizio delle attività indicate nel decreto.

La sanzione amministrativa per la mancata comunicazione va da 500 a 1.500 euro.

A partire dal 20 luglio per i datori di lavoro interessati sarà disponibile online anche il modello LAV_NOT dedicato alle comunicazioni per i lavori notturni. La scadenza per queste comunicazioni è fissata al 30 settembre 2011 per le attività svolte nel 2010 e al 31 marzo 2012 per il 2011.

Per maggiori informazioni è possibile consultare, alla sezione Comunicazione Lavori Usuranti di Cliclavoro, la Guida alla compilazione.

 

 

Fonte: Ministero del Lavoro



TESTO UNICO: LE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PRIMO SOCCORSO ( 13-07-2011)


Ai sensi dell’art. 45 del Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro (D.lgs. 81/2008 e succ. modific.), il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati.

Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione, individuati in relazione alla natura dell’attività, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio sono individuati dal Decreto Ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 e dai successivi Decreti Ministeriali di adeguamento.



VIBRAZIONI E POSTURE INCONGRUE: RISCHI E PATOLOGIE ( 13-07-2011)

Il rischio da vibrazioni è presente in molte attività lavorative quali la guida di mezzi di trasporto, l'utilizzo di macchine industriali, l'impiego di utensili o strumenti individuali ad elettricità o ad aria compressa animati da movimenti percussori (martelli pneumatici), rotatori (frese, trapani), misti (martelli perforatori). Esse possono trasmettersi, per contatto, all'uomo, il quale può riceverne gli effetti solo in taluni distretti oppure nella sua totalità.

PATOLOGIE DEL rachide lombare

Le patologie del rachide lombare , causate dalle vibrazioni consistono in:

1.      lombalgie e lombosciatalgie,

2.     alterazioni degenerative della colonna vertebrale (spondiloartrosi, spondilosi, osteocondrosi intervertebrale),

3.      discopatie e ernie discali lombari e/o lombosacrali nei conducenti di veicoli industriali e di mezzi di trasporto rispetto a gruppi di controllo non esposti a vibrazioni meccaniche.

4.      Artrosi cervicale

Vi è una sufficiente evidenza epidemiologica che il rischio di insorgenza di patologie del rachide lombare aumenti con l'aumentare della durata e dell'intensità dell'esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero.

PATOLOGIE neuro-muscolari

Nelle attività lavorative nelle quali i lavoratori sono continuamente sottoposti a vibrazioni è facile riscontrare un ipertono muscolare di origine riflessa, sia spinale che da stimolo labirintico. Sono inoltre presenti alterazioni ipotrofiche dei muscoli degli arti superiori e spesso si manifesta una sindrome del tunnel carpale.

ANGIONEUROSI

L'angioneurosi da strumenti vibranti è una tecnopatia causata dall'impiego di una serie di utensili meccanici azionati da elettricità o aria compressa (martelli pneumatici, ribattitori di chiodi, mole, frese, seghe a motore, perforatrici, macchine ribattitrici, macchine rigasuole e rigatacchi, ecc.).

Nel caso che l'esposizione a vibrazioni sia di durata sufficientemente prolungata compare il cosiddetto «fenomeno di Raynaud» alle dita delle mani.

Se il lavoro vibratorio viene continuato, la malattia si aggrava progressivamente con comparsa del quadro clinico anche al di fuori delle occasioni di lavoro e ad ogni esposizione a basse temperature. Quando l'esposizione alle vibrazioni viene interrotta, l'evoluzione della malattia cessa, ma raramente è possibile assistere ad una guarigione totale della forma morbosa.

POSTURE INCONGRUE E MICROTRAUMI RIPETUTI

Le malattie professionali causate da posture incongrue e microtraumi ripetuti comprendono:

1.      artropatie,

2.      sindrome del tunnel carpale,

3.      epicondilite,

4.      sindrome di De Quervain,

5.      borsiti prerotulee.

Secondo l'INAIL (Circ. n. 35/1992) la denuncia di una di queste patologie come professionale può però essere ritenuta valida solo quando corredata di adeguata documentazione probatoria del rischio professionale in relazione a determinate tipologie di attività lavorative e alla durata dell’esposizione al rischio stesso.

SOVRACCARICO BIOMECCANICO

Le condizioni di rischio da prendere in considerazione ai fini del riconoscimento dell'origine professionale delle malattie causate da sovraccarico biomeccanico sono:

1.      vibrazioni trasmesse al corpo intero (W.B.V.)

2.      movimentazione manuale di carichi (M.M.C.).

Il distretto della colonna vertebrale maggiormente interessato dal sovraccarico biomeccanico di origine lavorativa è in entrambi i casi il tratto lombare e le relative cerniere, dorso-lombare e lombo-sacrale.

Sono pertanto da ritenere correlati al rischio di sollecitazioni biomeccaniche lavorative i quadri con primitivo impegno da compressione dell'apparato intervertebrale (ernie discali e protrusioni discali), associati o meno a spondilodiscoartrosi del tratto lombare.

vibrazioni trasmesse al corpo intero (W.B.V.)

Le più comuni attività lavorative che comportano il rischio da esposizione a W.B.V. sono quelle connesse alla guida dei mezzi di trasporto e delle macchine semoventi, industriali e agricole.

È utile inoltre ricordare che i valori delle vibrazioni di riferimento sono:

1.      duplicati, per la guida di autobus di linea e autocarri di recente progettazione (valori più alti riguardano invece gli autocarri utilizzati prima della metà degli anni settanta);

2.      triplicati, nella conduzione di trattori agricoli;

3.      quadruplicati, nell'uso di carrelli elevatori o di macchine semoventi a motore diesel;

4.      aumentati sino a nove volte, nella conduzione di pale meccaniche e di mezzi cingolati».

movimentazione manuale dei carichi (M.M.C.)

Le più comuni attività lavorative da considerarsi a rischio, quando svolte in maniera esclusiva o prevalente, sono le seguenti:

1.      lavori di facchinaggio (porti, aereoporti, traslochi, spedizione merci, ecc.);

2.      lavori di magazzinaggio (supermercati, ecc.);

3.      lavoro del personale ausiliario e infermieristico in reparti nosocomiali e altre strutture ove è richiesta movimentazione assistita dei pazienti;

4.      lavoro del manovale edile, quando la movimentazione manuale dei carichi costituisce l'attività prevalente.

 



COOPERATIVE SOCIALI E ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO: ATTUAZIONE DELL'ART. 3 DEL DECRETO LEGISLATIVO 81/2008 ( 14-07-2011)


E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 159 dell' 11 luglio 2011 il Decreto Interdipartimentale del 13 aprile 2011 recante “Disposizioni in attuazione dell’articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, come modificato ed integrato dal decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106 in materia di salute e sicurezza sul lavoro” che disciplina le particolari modalità di svolgimento delle attività delle:

1.      Cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381;

2.      Organizzazioni di volontariato della Protezione civile, compresi i volontari della Croce Rossa Italiana e del Corpo Nazionale Soccorso Alpini e Speleologico, e i volontari dei vigili del fuoco.

 

 

 

Fonte: Ministero del Lavoro



MALATTIE PROFESSIONALI: LA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE ( 18-07-2011)


L'uso continuativo del dispositivo del pc è tra le cause principali che provocano una malattia professionale nota come sindrome del tunnel carpale. Questa patologia è sempre più diffusa negli uffici e nelle aziende italiane e della stessa soffrono  milioni di lavoratori, in modo particolare donne. Ovviamente non solo l'utilizzo del mouse provoca questo disturbo in quanto ulteriori cause potrebbero essere anche l'uso di utensili non ergonomici, vibrazioni e basse temperature.

I principali sintomi della sindrome del tunnel carpale sono formicolii, intorpidimento, gonfiore ma anche dolore e perdita di forza .

Come accennato la patologia in questione colpisce soprattutto le donne e prevalentemente in età adulta: il tasso di incidenza "al femminile" infatti è del 3,4% (contro lo 0,6% per gli uomini), ma si stima che questa neuropatia sia presente in un ulteriore 5,8% di donne non diagnosticato, fino ad arrivare a un picco del 9,2%.

Proprio per evitare un così alto disagio è importante la tempestività della prognosi e decisiva risulta inoltre essere una valida ed efficace terapia riabilitativa che permetta di recuperare appieno e in tempi non troppo lunghi la funzionalità dell'arto.

 

 

Fonte: INAIL



INAIL: AUMENTA IL TASSO PER IL CALCOLO DI INTERESSI E SANZIONI ( 19-07-2011)


La Banca Centrale Europea ha fissato all’1,50% il tasso minimo di partecipazione per le operazioni di rifinanziamento principale dell’eurosistema.

Di conseguenza l’Inail, con la circolare n. 38 del 14 luglio 2011, ha reso noto che, in virtù del nuovo importo, sono aumentati i tassi di interesse per le rateazioni e le dilazioni di pagamento di premi e accessori.

Sono dunque fissati:

1.      il 7,50% per l’interesse dovuto per rateazioni e dilazioni di pagamento per premi ed accessori;

2.      il 7,00% per le operazioni di calcolo delle sanzioni civili.

La nuova misura del tasso sarà applicata alle istanze di rateazione e dilazione:

1.      presentate a partire dal 13 luglio 2011;

2.      presentate in data anteriore al 13 luglio 2011 a condizione che:

·         la Sede non abbia ancora comunicato il piano di rateazione o dilazione;

·         la Sede abbia comunicato il piano di rateazione o dilazione in data 13 luglio 2011 o successiva.

 

Fonte: Inail



LAMPEDUSA: SOSPENSIONE DEL VERSAMENTO DEI PREMI INAIL ( 20-07-2011)


Con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 febbraio 2011 è stato dichiarato, fino al 31 dicembre 2011 lo stato di emergenza nel territorio nazionale in relazione all'eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa.

L’articolo 3, comma 2, dell’OPCM n. 3947 / 2011 ha disposto a favore dei datori di lavoro privati e dei lavoratori autonomi, anche del settore agricolo, operanti nel territorio dell'isola di Lampedusa alla data della dichiarazione dello stato di emergenza, la sospensione del versamento dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali fino al 16 dicembre 2011. Il successivo decreto-legge n. 98/2011 all’articolo 23, comma 44, ha differito il termine di sospensione dei versamenti al 30 giugno 2012

L’Inail, con la circolare n. 39 del 15 luglio 2011, ha precisato che la sospensione si applica anche ai versamenti con data di scadenza compresa tra il 12 febbraio 2011 e il 30 giugno 2012.

Per fruire della sospensione gli interessati devono presentare alla competente Sede dell’INAIL  comunicazione da effettuarsi con apposito modulo.

 

Fonte: Inail



IL NUOVO DECRETO FORMAZIONE DIRIGENTI, PREPOSTI E LAVORATORI ( 21-07-2011)


Entro luglio sarà presumibilmente approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il nuovo Decreto Formazione Dirigenti, Preposti e Lavoratori. Il decreto in oggetto si configura come una tra le principali novità degli ultimi anni nel panorama della formazione in materia di Salute e Sicurezza sul lavoro.

Tutte le aziende verranno suddivise in 3 classi di rischio: "Alto", "Medio" e "Basso" .

Tutti i lavoratori dovranno essere formati con corsi di minimo:

1.      8 ore se operano in aziende classificate a rischio basso

2.      12 ore se operano in aziende a rischio medio

3.      16 ore se operano in aziende a rischio alto

di cui:

1.      4 ore saranno riservate alla formazione "generale"

2.      le restanti ore alla "formazione specialistica".

I Preposti dovranno frequentare ulteriori 8 ore di "Formazione specialistica".

I Dirigenti dovranno frequentare corsi di 12 o 16 ore.

Sono vietate le modalità E-Learning per la "formazione specialistica" e le verifiche di apprendimento dovranno essere effettuate "in presenza"

Ulteriori obblighi e prescrizioni saranno previsti per:

1.      soggetti formatori

2.      registrazione dell'avvenuta formazione

3.      formazione pregressa

4.      aggiornamento periodico

5.      addestramento

Il decreto prevede i tempi di entrata in vigore e di conclusione "a regime".

 

Fonte: Confartigianato Torino



PORTALE INAIL: NUOVO SERVIZIO PER TRIBUTARISTI, REVISORI E ALTRI PROFESSIONISTI ( 22-07-2011)


Dal 14 luglio è operativo sul sito dell’INAIL un nuovo gruppo di utenza per  "Tributaristi, revisori e altri professionisti per imprese senza dipendenti.

L'attivazione del nuovo profilo, finalizzata a rendere sempre più accessibili e fruibili i servizi telematici riguardanti la gestione dei rapporti assicurativi, consente di gestire in un unico gruppo le categorie di professionisti che operano per conto di imprese che non occupano lavoratori dipendenti.

I soggetti già registrati nel preesistente gruppo "Consulente tributario" sono stati inseriti automaticamente nel nuovo gruppo, pertanto sono valide e operative le utenze già rilasciate.

Nel nuovo gruppo devono essere registrati anche gli avvocati e i commercialisti/esperti contabili che, operando esclusivamente per imprese senza dipendenti, non effettuano la comunicazione alle Direzioni provinciali del lavoro prevista dall'articolo 1, comma 1, della legge n. 12/1979.

Per ottenere l'abilitazione i consulenti tributari, i revisori contabili e gli altri professionisti che intendono svolgere adempimenti esclusivamente per imprese senza dipendenti, devono presentare domanda ad una qualsiasi Sede Inail utilizzando l'apposito modulo allegato, pubblicato sul sito www.inail.it - Modulistica - Abilitazione ai servizi Punto Cliente.

Il rilascio delle credenziali di accesso (codice fiscale e password provvisoria) è effettuato dall'operatore Internet di Sede, dopo aver verificato l'identità del richiedente tramite carta d'identità o documento equipollente e aver verificato l'esattezza del codice fiscale.

Al termine della registrazione dell'utente, il sistema produce la ricevuta che deve essere firmata dall'operatore Internet responsabile del rilascio dell'utenza e consegnata al richiedente.

Nella ricevuta, una copia della quale deve essere conservata agli atti, è indicato il codice identificativo dell'utente ("username") costituito dal codice fiscale alfanumerico della persona autorizzata ai servizi telematici, e la "password" provvisoria, da personalizzare a cura del'utente stesso al momento del primo accesso.

Il soggetto profilato nel gruppo "Tributaristi, revisori e altri professionisti per imprese senza dipendenti", una volta ricevute le credenziali dalla Sede Inail ed effettuato il primo accesso, può a sua volta abilitare eventuale personale dipendente del proprio ufficio creando utenze "Subdelegato Tributaristi, revisori e altri professionisti per imprese senza dipendenti", con la funzione "Gestione Utenti e Profili".

Per effettuare le denunce tramite Comunicazione unica, gli utenti devono essere in possesso di abilitazione rilasciata dall'INAIL per l'accesso ai servizi on line in Punto Cliente.

Una volta registrati nel profilo "Tributaristi, revisori e altri professionisti per imprese senza dipendenti", gli interessati possono effettuare le denunce al Registro imprese senza bisogno di ulteriori autorizzazioni.

 

 

Fonte: INAIL



NUOVE REGOLE PER L’ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE PERICOLOSE ( 26-07-2011)


Il Regolamento europeo n. 1272/2008/Ce, denominato Clp (Classification, labelling and packaging), entrato in vigore il 20 gennaio 2009, ha introdotto nuove regole per la classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose a tutela della salute di persone e ambiente.

Il regolamento in questione, abrogherà le direttive 67/548/Cee (Dsp: Direttiva sulle sostanze pericolose) e 1999/45/Ce (Dpp: Direttiva sui preparati pericolosi) e sarà pienamente attuativo a partire dal 1 giugno 2015, al termine di un periodo di transizione durante il quale sono applicabili sia il vecchio sistema che il nuovo.

 

 

Fonte: INAIL



ATTREZZATURE DI LAVORO: PROROGATI I TERMINI PER LE VERIFICHE PERIODICHE ( 28-07-2011)


E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 27 luglio 2011, il Decreto Interministeriale del 22 luglio 2011 concernente la “Proroga dell’entrata in vigore del Decreto 11 aprile 2011 che regolamenta le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo”.

 

Fonte: Ministero del Lavoro