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Trasmissione della documentazione riguardante attrezzature di lavoro rientranti nel D.M. 4 marzo 1982. ( 07-09-2012)


Il Decreto Ministeriale 11 aprile 2011 dispone che  il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali debba inviare la documentazione in suo possesso all’INAL e alle ASL competenti,  entro 3 mesi dall’entrata in vigore del decreto.

La documentazione è quella riguardante le attrezzature di lavoro ai fini della prima verifica periodica e delle successive visite dopo la prima.

Con la Circolare n. 22 del 13 agosto 2012 è stato chiesto alle Direzioni Territoriali del Ministero del Lavoro, d’accordo con la Direzione Generale per l’attività ispettiva, di comunicare alle ASL e all’INAIL, nel più breve tempo possibile, la documentazione relativa ai ponteggi sospesi motorizzati e alle attrezzature speciali (compresi i carri raccogli frutta).

Tali comunicazioni devono essere fatte alle sedi INAIL ex ISPELS se si tratta di attrezzature mai sottoposte a verifica periodica; vanno fatte invece alle sedi ASL/ARPA nel caso di attrezzature già verificate.

Essendo state previste anche delle verifiche per le piattaforme di lavoro auto-sollevanti su colonne, viene chiesto di trasmettere all’INAIL anche una copia della documentazione giacente presso gli uffici del Ministero.

 

Fonte: Ministero del Lavoro



Conferenza Stato-Regioni: adeguamento e linee applicative per la Formazione ( 14-09-2012)


La Conferenza Stato-Regioni ha approvato, nel corso della riunione del 25 luglio 2012, il documento recante “Adeguamento e linee applicative degli accordi ex articolo 34, comma 2, e 37, comma 2, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni e integrazioni” concernenti le attività di formazione in materia di salute e sicurezza per datori di lavoro (ove, quando consentito per legge, decidano di svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione), lavoratori, dirigenti e preposti.

Con tale documento è stato completato e chiarito il quadro di riferimento già delineato dagli Accordi del 21 dicembre 2011 fornendo così a tutti gli operatori e agli organi di vigilanza, indicazioni essenziali per l’organizzazione, la realizzazione e la verifica di attività formative pienamente coerenti con la vigente normativa.

 

 

Fonte: AIFOS



Infortunio in itinere: Uso della bicicletta ( 17-09-2012)


L’art. 12 del D. Lgs. n. 38/2000, in materia di infortunio in itinere, tutela fondamentalmente tre tipologie di eventi:

- Quelli che avvengono durante il normale percorso di andata e ritorno dall’abitazione al posto di lavoro (esclusi gli infortuni occorsi entro l’abitazione);

- Quelli che avvengono durante il normale percorso dal luogo di lavoro a un altro nel caso di rapporti plurimi;

- Quelli che avvengono durante il percorso abituale per la consumazione di pasti quando non sia presente una mensa aziendale. 

Gli infortuni avvenuti  a seguito di interruzioni o deviazioni del normale percorso non sono tutelati. Nel caso vi sia l’uso del mezzo privato la legge da tutela a condizione che tale uso sia strettamente necessario. L’utilizzo del mezzo privato non è considerato necessario quando la distanza è minima salvo casi particolari.

E' possibile considerare la bicicletta  come un mezzo di trasporto privato come gli altri? Se il suo uso non è necessario l’eventuale infortunio è indennizzabile?

L’evento non è considerato infortunio in itinere se si utilizza la bicicletta nonostante la presenza di mezzi pubblici di linea. In questo caso l’utilizzo della bicicletta è considerato alla stregua di quello dell’automobile. L’unica eccezione è rappresentata dall’utilizzo da parte del soggetto di una pista ciclabile la quale non espone ad un maggior rischio come quello del traffico. In questo caso quindi, l’ infortunio è riconosciuto anche se vi è la presenza di mezzi pubblici di linea.

Nel caso in cui invece il normale percorso sia sprovvisto di mezzi, il lavoratore che si infortuna in bicicletta è tutelato anche qualora non si sia avvalso di pista ciclabile. Ancora, nel caso in cui l’infortunato effettua parte del percorso su pista ciclabile e parte su strada aperta al transito veicolare, l’ infortunio è riconosciuto:

- Se l’evento accade sulla parte di percorso su strada aperta al pubblico e l’uso del mezzo privato è necessitato;

- Se l’evento accade sul tratto di pista ciclabile.

Ai fini della tutela contro gli infortuni la legge non tutela l’ infortunio occorso al soggetto che si serve di tale servizio anche se di tipo pubblico. In questo caso infatti, la legge non considera il principio della proprietà ma si basa sul controllo che il lavoratore può avere sulla condizione del mezzo; in questo caso appunto, ci si espone ad un rischio superiore sulla bicicletta rispetto al mezzo pubblico (tram, autobus).