Sentenze

 

Infortunio in itinere e pausa pranzo.

 

I giudici di legittimità nella sentenza datata 10 dicembre 2007 n. 25472, hanno stabilito che può essere considerato infortunio in itenere, e quindi, essere indennizzato, un incidente avvenuto durante una pausa pranzo mentre il lavoratore si reca dal luogo di lavoro, privo di servizio di mensa aziendale, alla propria abitazione.

 

La questione, posta dalla sentenza in commento, nasceva dal ricorso presentato da un dipendente che, durante il tragitto per tornare dal luogo di lavoro alla propria abitazione, nell’ora della pausa pranzo, subiva un incidente stradale con la propria motocicletta, e per tale motivo chiedeva la rendita per infortunio all’Inail citandolo in giudizio; il dipendente sosteneva le proprie ragioni argomentando la propria tesi difensiva sul fatto che era stato costretto a fare uso del proprio mezzo in quanto mancava un servizio di mensa aziendale e perché i mezzi pubblici di trasporto non consentivano un “tranquillo ed agevole” percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro alla propria abitazione.

 

L’Inail resisteva in giudizio adducendo come motivazione il fatto che il lavoratore aveva fatto un uso “non necessitato” del mezzo privato assumendosi così un rischio elettivo non indennizzabile.

 

In primo grado veniva respinto il ricorso e la sentenza veniva confermata in secondo grado da i giudici di appello, secondo i quali l’assicurato non aveva provato “circostanze decisive, quali gli orari delle corse dei mezzi pubblici e l’incompatibilità con l’orario di lavoro, nonché i tempi di percorrenza tra i due luoghi.

 

La questione, quindi, si spostava dinanzi la Corte di Cassazione, secondo cui non costituisce rischio elettivo l’uso del mezzo proprio di trasporto quando la distanza, tra luogo di lavoro e la propria abitazione, non sia coperta da un regolare servizi di mezzi pubblici.

 

Per logica conseguenza, quindi, l’incidente subito dal dipendente deve essere considerato come infortunio in itinere, e, pertanto, essere indennizzato, a condizione che l’uso del mezzo privato di trasporto si sia reso necessario in base ad una ragionevole scelta del lavoratore.

 

Al contrario, nell’ipotesi in cui il tragitto dalla propria abitazione al luogo di lavoro possa essere agevolmente coperto, anche per il ritorno, attraverso l’utilizzo di mezzi pubblici, l’infortunio non può essere considerato in itinere e, pertanto, non può nemmeno essere indennizzato.