Sentenze

 

Infortunio in itinere e tutela del lavoratore autonomo.

Nella fattispecie in esame la Cassazione torna a pronunciarsi sulla dibattuta questione dell’infortunio in itinere, con specifico riferimento all’ipotesi in cui l’incidente sia occorso ad un lavoratore autonomo.

 

Il lavoratore ricorrente esponendo, infatti, di essere stato coinvolto in un incidente stradale e di aver riportato lesioni gravissime, sosteneva che si era trattato di un infortunio in itinere in quanto il sinistro era intervenuto mentre lo stesso si recava al suo caseificio, dopo aver provveduto allo svolgimento di formalità amministrative e burocratiche connesse alla propria attività, ed avere effettuato pagamenti in banca, inerenti comunque anch’essi alla propria attività di artigiano casaro.

 

Il Tribunale, in seguito all’esame della questione era giunto ad accogliere la domanda del lavoratore ed a condannare L’Inail al pagamento di una rendita e della relativa indennità.

 

La Corte d’Appello, investita successivamente della questione riteneva che il sinistro in esame non era indennizzabile, in quanto lo stesso era occorso all’artigiano nell’espletamento dell’attività amministrativa ed imprenditoriale e che la tutela assicurativa era, invece, limitato soltanto all’attività manuale svolta dall’artigiano.

 

La Cassazione investita della questione in esame ha avuto modo di precisare e ribadire che il sinistro così come ha avuto modi di avvenire, in considerazione della dinamica, delle circostanze e delle modalità non poteva definirsi risarcibile in considerazione della circostanza non trascurabile secondo la quale la tutela assicurativa poteva considerarsi limitata soltanto all’attività manuale svolta dall’artigiano.

 

L’importante principio ribadito sul punto si basa sull’assunto secondo il quale nel caso di lavoro autonomo la tutela assicurativa contro gli infortuni sul lavoro non consente, in concreto, di comprendere tra le attività protette ogni attività umana che solo occasionalmente può ricollegarsi all’effettivo esercizio dell’attività lavorativa.

 

La Suprema Corte ha, quindi, ritenuto che la sentenza di secondo grado era stata correttamente motivata ed argomentata dalla Corte d’Appello e che, soprattutto, nessuna violazione del principio costituzionale della parità di trattamento poteva con logica e fondamento giuridico sostenersi.

 

Il punto di focale importanza della pronuncia in esame è costituito, senza alcun dubbio, dalla riaffermazione di un orientamento da tempo sostenuto dalla Cassazione in materia di infortunio in itinere e volto a circoscrivere in modo puntuale i confini del peculiare istituto in esame.

 

I lavoratori potranno vantare pretese risarcitorie qualora l’infortunio dagli stessi subiti sia ricollegabili all’attività oggetto dell’impresa ovvero alle specifiche necessità produttive, rimanendo sicuramente fuori dal suddetto perimetro d’azione l’ipotesi del lavoratore infortunatosi mentre si rechi a casa per il pranzo.