Sentenze

 

Infortunio in itinere: pausa caffè troppo lunga? si perde il diritto al risarcimento del danno!

L’attenzione torna ad incentrarsi sul dibattuto tema del diritto al risarcimento del danno per infortunio in itinere occorso al dipendente.

 

Nel caso di specie la Suprema Corte ha avuto modo di precisare che una sosta prolungata al bar, per un caffè, effettuata durante il percorso che il prestatore di lavoro compie nel tragitto che separa il luogo di lavoro da una determinata destinazione può essere causa, in caso di infortunio in itinere, della perdita del diritto all’indennizzo.

 

Lo hanno stabilito i giudici della Corte di Cassazione rilevando che in caso di incidente stradale lungo il percorso per tornare a casa dal lavoro, una sosta troppo lunga al bar, è idonea ad interrompere il nesso di causalità che intercorre tra l’attività lavorativa svolta ed l’incidente verificatosi.

 

Sul punto la giurisprudenza ha avuto modo di distinguere tra soste necessitate e soste voluttuarie ed in questo secondo ambito quelle di pochi minuti, insuscettibili di modificare le condizioni di rischio e quelle di apprezzabile durata e consistenza, tale da far ritenere che anche la circolazione stradale possa aver avuto una sensibile modifica.

 

Le interruzioni e le deviazioni si intendono necessitate quando sono dovute a causa di forza maggiore, ad esigenze essenziali ed improrogabili ovvero all’adempimento di obblighi penalmente rilevanti.

 

La concreta valutazione delle circostanze atte a determinare l’interruzione non necessitata è compito del giudice il quale potrà adottare criteri quali il tempo della sosta in termini assoluti o in proporzione alla durata del viaggio.

 

A questi criteri si è sostanzialmente attenuta la sentenza in esame precisando che le soste voluttuarie di pochi minuti, insuscettibili di modificare le condizioni di rischio, non escludono la tutela dell’infortunio in itinere.

 

Non può omettersi di evidenziare che al fine di valutare la sussistenza o meno del diritto al risarcimento del danno occorre, indefettibilmente, partire dal dato normativo (art. 12 d. lgs. n. 38 del 2000) che chiaramente stabilisce che “salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, l’assicurazione comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate:

 

-          durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro;

-          durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro se il lavoratore ha più rapporti di lavoro;

-          qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti”.