Sentenze

 

Infortunio nelle cooperative: la responsabilità è del presidente.

La Cassazione, con recente pronuncia del 6 agosto 2010, n. 31385, affronta la delicatissima ed alquanto complessa problematica attinente l’individuazione del soggetto da considerare responsabile qualora, in seno ad una cooperativa, dovesse registrarsi un infortunio, durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.

 

Nella fattispecie in esame un dipendente addetto alla pulizia dei locali di una cooperativa era stato agganciato per i pantaloni della tuta da uno degli alberi rotanti di un’attrezzatura rimasta in funzione, riportando lo strozzamento degli arti.

 

Il Tribunale competente aveva attributi la responsabilità dell’accaduto al presidente della cooperativa, inquadrando il predetto soggetto come un vero e proprio datore di lavoro, destinatario, quindi, di tutta la normativa in materia di antinfortunistica.

 

La Corte d’Appello competente aveva in toto confermato la succitata decisione.

 

L’imputato ricorre in Cassazione, per il tramite del proprio difensore, evidenziando come in realtà il presidente di cooperativa sarebbe da considerare, per non incorrere in errori di inquadramento, alla stregua di un mero lavoratore, quindi, esattamente come gli altri soci.

 

La predetta tesi muove dalla considerazione secondo cui il soggetto che ha la responsabilità della cooperativa non è il presidente, bensì il consiglio di amministrazione, con l’avallo ed il controllo dell’assemblea dei soci.

 

Inoltre si evidenzia come nessun rimprovero potrebbe, in modo fondato, essere rivolto al presidente in considerazione del fatto che lo stesso non solo non avrebbe violato alcuna norma di sicurezza e di prevenzione, avendo costantemente organizzato corsi di formazione per i soci lavoratori ma anche proceduto ad una costante informazione degli stessi.

 

La Suprema Corte, adita sul punto, ha evidenziato che incontestabilmente il presidente di ciascun impresa cooperativa, in quanto rappresentante legale della stessa, assume il ruolo di datore di lavoro e dunque la posizione di garanzia allo stesso attribuita dalla legge laddove i soci della cooperativa sono equiparati ai lavoratori subordinati.

 

Che proprio in ragione di tale sua qualità egli avrebbe dovuto, da un lato assicurare la specifica formazione dei soci lavoratori e curare l’effettivo compimento del percorso formativo in funzione delle mansioni effettivamente esercitate, compito non adeguatamente assolto, secondo quanto accertato dai giudici di merito.

 

Nessuna responsabilità può essere ascritta alla condotta del lavoratore che, ove anche imprudente, non sarebbe idonea ad escludere la responsabilità dell’imputato, stante l’assoluta prevedibilità di tale condotta, peraltro indotta dal rifiuto dei committenti di fermare le macchine.