Sentenze

 

Infortunio sul lavoro e responsabilità penale del costruttore.

Con la recentissima pronuncia in esame la Cassazione penale torna a puntare l’attenzione sulla responsabilità da ascrivere in capo al costruttore dei macchinari utilizzati dai lavoratori ed atti a ledere la loro integrità fisica.

 

Sul punto la Corte, con estremo vigore, ribadisce quanto già precisato in passato e concretizzantesi nell’assunto secondo cui la tutela antinfortunistica, in considerazione della delicatezza degli interessi in gioco, viene anticipata al momento della costruzione, vendita, noleggio e concessione in uso delle macchine sì che ciascun operatore è tenuto ad esercitare il necessario ed indefettibile controllo di regolarità prima che il bene esca dalla sfera della sua disponibilità.

 

L’importanza di quanto detto si coglie nell’ineludibile conseguenza data dal fatto che tutti i soggetti che entreranno in contatto, per svariati motivi, con il bene stesso, dovranno essere considerati responsabili qualora omettano di relazionarsi con lo stesso in modo diligente.

 

Si può affermare, senza alcun dubbio, che anche il mero utilizzatore risulterà gravato di un autonomo obbligo di verifica della perfetta rispondenza del macchinario o delle attrezzature alle puntuali prescrizioni in materia di sicurezza sul lavoro.

 

Qualora un infortunio sia dipeso dall’utilizzazione di macchine od impianti non risultanti conformi alla legge, la responsabilità dell’imprenditore che li ha messi in funzione senza ovviare ai difetti esistenti non è idonea a recidere ed eliminare la responsabilità del soggetto costruttore, installatore o venditore dei beni stessi.

 

Sulla peculiare questione si è posto l’interrogativo attinente alla presenza dei c.d. certificati di conformità o di omologazione dei macchinari stessi e consistente nella capacità delle succitate documentazioni di escludere la responsabilità dei vari soggetti che entrano in contatto, a vario titolo, con i soggetti stessi.

 

La Cassazione propende, al riguardo, per la soluzione negativa.

 

La presente pronuncia, nel richiamare e confermare in toto l’orientamento già enucleato ed elaborato sul punto dalla Suprema Corte, evidenzia chiaramente l’intento di apprestare una tutela adeguata ai lavoratori sui luoghi di lavoro avendo cura di eliminare, ridurre ovvero neutralizzare, per quanto possibile, tutti i rischi derivanti dall’utilizzo di macchinari ed attrezzature necessarie all’espletamento dell’attività lavorativa.

 

Ed il predetto obiettivo, nel pieno rispetto di quanto previsto, in primis, dall’art. 2087 c.c., può essere raggiunto solo ed esclusivamente mirando alla responsabilizzazione di tutti gli operatori della catena economica, a partire dai soggetti costruttori delle attrezzature.

 

Si avrà in tal modo, da un lato, un sistema di responsabilità c.d. a cascata a fronte del quale si registrerà una tutela rafforzata a favore dei soggetti deboli da individuarsi nei lavoratori.