Sentenze

 

Infortunio sul lavoro e risarcimento del danno alla salute

Con la sentenza in esame la Cassazione torna ad incentrare la propria attenzione sul delicatissimo argomento del risarcimento del danno alla salute come conseguenza di un infortunio occorso al dipendente durante lo svolgimento della propria attività lavorativa.

 

Il Tribunale competente rispetto alla vicenda verificatasi aveva concluso per l’indiscussa responsabilità del datore di lavoro avendo lo stesso omesso chiaramente di adottare tutte le misure necessarie a garantire e tutelare i propri dipendenti.

 

Avverso la sentenza di primo grado il datore di lavoro proponeva appello affermando, con vigore, che l’infortunio si era verificato per esclusiva responsabilità del dipendente avendo lo stesso posto in essere dei comportamenti e delle azioni totalmente estranee rispetto alle direttive puntualmente ricevute.

 

La Corte d’appello, adita sulla questione, evidenziava come il datore di lavoro non aveva rispettato le norme in materia di sicurezza sul lavoro e tale omissione aveva determinato l’incidente e la conseguente lesione del bene salute, costituzionalmente garantito all’art. 32.

 

Tanto il lavoratore quanto il datore di lavoro ricorrevano entrambe in Cassazione.

 

Affrontato il puntuale esame dei vari motivi proposti dalle parti la Suprema Corte ha concluso per la totale infondatezza della tesi sostenuta dal datore di lavoro a propria discolpa secondo cui la manovra compiuta dal dipendente sarebbe stata inutile, pericolosa ed abnorme e causativa, quindi, dell’incidente in concreto verificatosi.

 

Né poteva assolutamente sostenersi che l’infortunio costituiva la logica conseguenza di una serie concatenata di azioni non prevedibili poste in essere dallo stesso.

 

Da quanto evidenziato deriva che si giunge all’affermazione della responsabilità del datore di lavoro per l’incidente occorso al dipendente e per il relativo danno alla salute dallo stesso riportato in quanto da un puntuale esame della situazione era incontestabilmente emersa una palese ed ingiustificata violazione delle regole introdotte dal T.U. 81/08 così come modificato ed integrato nell’agosto 2009.