Sentenze

 

Delega da parte del datore di lavoro in materia antinfortunistica.

Preliminarmente occorre precisare che per delega di funzioni si intende l’effettivo trasferimento di compiti, di mansioni, dal titolare originario ad altri collaboratori all’interno di una determinata realtà aziendale.

L’istituto in esame pone il problema di identificare il soggetto penalmente responsabile della violazione eventualmente commessa nell’espletamento dei compiti trasferiti.

In considerazione della peculiarità delle dinamiche organizzative interne all’impresa, la delega di funzioni tende a far coincidere la figura del reale garante del bene tutelato con il soggetto chiamato a rispondere penalmente di eventuali omissioni. Da ciò deriva, come logico corollario, che l’efficacia penale della delega è subordinata all’effettivo riscontro della sussistenza di rigorosi ed ineludibili requisiti di forma e contenuto.

Con particolare riferimento alla materia della sicurezza sul lavoro, la mancanza di una previsione legale relativa alla facoltà di delega aveva inizialmente indotto parte della giurisprudenza a negare qualunque efficacia alla stessa.

Oggigiorno l’indirizzo ormai prevalente, tuttavia, è quello di ammettere la possibilità di trasferimento di talune funzioni aziendali dal datore di lavoro ai suoi collaboratori, operando contestualmente il trasferimento delle connesse responsabilità, anche penali.

In merito alla validità ed efficacia liberatoria dell’istituto in esame, in relazione alla responsabilità penale del delegante, occorre, in concreto, procedere all’accertamento dei requisiti di forma e sostanza:

a)    certezza: la delega deve avere natura formale, espressa e scritta;

b)    specificità: la delega deve recare l’indicazione, puntuale e determinata, dei poteri delegati e deve essere redatta in modo tale da consentire l’inequivocabile identificazione del suo oggetto e del suo contenuto. Di  contro tutto ciò che non è delegato continua a rimanere in capo al datore di lavoro;

c)    conoscenza: il delegato deve essere a conoscenza della delega e deve averla accettata espressamente e per iscritto;

d)    competenza: il delegato deve essere persona qualificata e tecnicamente competente, permanendo, viceversa, la responsabilità del delegante per culpa in eligendo in caso di scelta di persona tecnicamente non idonea;

e)    controllo: il delegante deve predisporre un sistema di controllo e verifica periodica dell’attività del delegato;

f)       potere di spesa: quest’ultimo profilo è particolarmente rilevante, dal momento che, per orientamento ormai costante, al fine di evitare deleghe meramente apparenti, al delegato deve essere riconosciuto un autonomo, idoneo e determinato potere di spesa in relazione alle funzioni conferite.

Nonostante l’incontestata possibilità del datore di lavoro di avvalersi dell’istituto in esame in materia di obblighi attinenti la sicurezza sul lavoro occorre fare riferimento agli importanti principi sanciti dalla Cassazione Penale, sez. IV. 28 gennaio 2009, n. 4123.

La predetta sentenza afferma, a chiare lettere, che il datore di lavoro è il primo e principale destinatario degli obblighi di assicurazione, osservanza e sorveglianza delle misure e dei presidi di prevenzione infortunistica.

Viene, quindi, ancora una volta ribadito che il datore di lavoro, proprio in forza delle disposizioni specifiche previste dalla normativa antinfortunistica e di quella generale di cui all’art. 2087 c.c., è il “garante” dell’incolumità fisica e della salvaguardia della personalità morale del lavoratore, con la già rilevata conseguenza che, ove egli non ottemperi agli obblighi di tutela, l’evento lesivo gli viene addebitato in forza del principio stabilito dall’art. 40 del c.p.

È da ritenere, quindi, senz’altro fermo l’obbligo per il datore di lavoro di intervenire allorché apprezzi che il rischio connesso allo svolgimento dell’attività lavorativa si riconnette a scelte di carattere generale di politica aziendale ovvero a carenze strutturali, rispetto alle quali nessuna capacità di intervento possa realisticamente attribuirsi al delegato alla sicurezza.

Tali principi hanno trovato conferma nel d. lgs. N. 81 del 2008, che prevede, infatti, gli obblighi del datore di lavoro espressamente non delegabili in quanto intimamente correlati con le scelte aziendali che sono e rimangono in capo al dominus.

Trattasi espressamente: a) dell’attività di valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza al fine della redazione del documento previsto dall’art. 28 del T.U. in materia di sicurezza, contenente non solo l’analisi valutativa dei rischi, ma anche l’indicazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi; nonché b) della designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi.

In virtù dell’attuale e prevalente orientamento giurisprudenziale in esame può essere sostenuto, senza alcun dubbio, che non si potrà addivenire ad una affermazione di responsabilità in capo all’imprenditore/datore di lavoro laddove lo stesso si sia avvalso dell’istituto della delega di funzioni nel pieno rispetto dei criteri elaborati dalla giurisprudenza ed oggi consacrati nell’art. 16 del d. lgs. n. 81/2008.