Sentenze

 

Infortunio sul lavoro ed inabilità preesistente.

La Cassazione nella fattispecie in esame incentra l’attenzione sulla materia degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali ribadendo, a chiare lettere, che anche in tal caso trova diretta applicazione la regola contenuta nell’art. 41 del codice penale atta a stabilire che il rapporto causale tra evento e danno è governato dal principio dell’equivalenza delle condizioni.

 

Nello caso specifico in conseguenza di un infortunio sul lavoro occorso ad una lavoratrice ed a causa del quale la stessa aveva patito la frattura ad un piede veniva adito il Tribunale competente per ottenere una rendita di inabilità dall’Inail.

 

Il Tribunale aveva respinto in toto la predetta richiesta cin sentenza integralmente confermata dalla Corte d’Appello.

 

La lavoratrice, al fine di vedere soddisfatte le proprie ragioni, proponeva ricorso per Cassazione in modo vano in quanto anche la Suprema Corte è giunta al totale rigetto del ricorso.

 

La stessa applicando al caso in esame le coordinate derivanti dall’art. 41 del c.p. giunge ad affermare e concludere che, anche in materia di infortuni sul lavoro, va indiscutibilmente riconosciuta efficienza causale ad ogni antecedente che abbia contribuito alla produzione dell’evento, mentre solamente se possa essere con certezza ravvisato l’intervento di un fattore estraneo all’attività lavorativa, che sia di per sé sufficiente a produrre l’infermità tanto da far degradare altri fattori a semplici occasioni, deve escludersi il nesso eziologico richiesto dalla legge.

 

Come correttamente individuato dalla Cassazione alla frattura riportata dalla dipendente si era sovrapposta, con evidente effetto peggiorativo un disturbo circolatorio flebitico ed in considerazione di ciò vengono totalmente rigettate le richieste della lavoratrice infortunata.