Sentenze

 

La responsabilità del RSPP.

Con la recentissima pronuncia in esame la Cassazione punta l’attenzione sull’istituto del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.

 

Al riguardo occorre, in via preliminare, aver cura di evidenziare che la finalità perseguita dal legislatore con la predetta previsione è stata fondamentalmente quella di affiancare al datore di lavoro, in considerazione della posizione di garanzia che riveste, degli ausiliari validi che possano divenire un valido aiuto e supporto per lo stesso.

 

La giurisprudenza ha avuto modo di precisare che i componenti del servizio di prevenzione e protezione “essendo considerati dei semplici ausiliari del datore di lavoro, non possono essere chiamati a rispondere direttamente del loro operato proprio perché difettano di un effettivo potere decisionale”.

 

Dall’analisi di quanto affermato deriva, come logica conseguenza, che tali soggetti sono da considerare dei semplici consulenti ed i risultati dei loro studi e delle loro elaborazioni vengono fatti propri dal vertice che li ha scelti sulla base di un rapporto di affidamento liberamente instaurato e che della loro opera si avvale per meglio ottemperare agli obblighi di cui è esclusivo destinatario.

 

Nonostante ciò, in concreto, il compito del responsabile del servizio non si risolve nella mera consulenza verso il datore di lavoro ma comprende l’obbligo concreto di segnalare il pericolo e le misure necessarie per affrontarlo, pur restando gli obblighi decisionali, di scelta e di spesa nella esclusiva competenza del datore di lavoro.

 

Proprio applicando tali coordinate la Cassazione ha avuto modo di precisare che il RSPP, anche se privo di poteri decisionali e di spesa, può essere ritenuto corresponsabile del verificarsi di un infortunio, ogniqualvolta questo sia oggettivamente riconducibile ad una situazione pericolosa che egli avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare.

 

La Cassazione ha stabilito, a chiare lettere, che è proprio il datore di lavoro a dover effettuare la valutazione dei rischi ed elaborare il documento contenente le misure di prevenzione e protezione, in collaborazione con il responsabile del servizio: nessuna sanzione penale è prevista a carico del responsabile del servizio.

 

Tale affermazione viene immediatamente precisata nella pronuncia in esame evidenziando che “il soggetto designato responsabile del servizio di prevenzione e protezione, pur rimanendo ferma la posizione di garanzia del datore di lavoro, possa, ancorché sia privo di incisivi poteri, essere ritenuto corresponsabile del verificarsi di un infortunio, ogniqualvolta questo sia oggettivamente riconducibile ad una situazione pericolosa che egli avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare, dovendosi presumere, nel sistema elaborato dal legislatore, che alla segnalazione avrebbe fatto seguito l’adozione, da parte del datore di lavoro, delle necessarie iniziative idonee a neutralizzare detta situazione”.

 

Nel caso in esame il giudice di merito è giunto all’affermazione della responsabilità dell’imputato (il RSPP) all’esito di una valutazione rigorosa del materiale istruttorio, nonché sulla base di un percorso argomentativo coerente.

 

Carattere decisivo nell’adozione della predetta decisione ha assunto l’analisi dell’attività svolta dal dipendente e consistente nella movimentazione di tubi per trarre da ciò che il RSPP non poteva ignorare i concreti rischi connessi allo svolgimento della stessa, specie qualora il prelievo riguardava una catasta di tubi che poneva il superiore ad un’altezza tale da costituire una potenziale situazione di pericolo per l’incolumità degli operai addetti alla movimentazione.