Sentenze

 

Responsabilità del datore di lavoro e comportamento imprudente del dipendente

La Cassazione, con la recentissima sentenza del giugno 2010, ha incentrato l’attenzione sul particolare caso dell’infortunio occorso al lavoratore, nell’esercizio della propria attività, a causa di comportamento imprudente, negligente ed imperito posto in essere dallo stesso.

 

L’incidente si era verificato a seguito di una caduta a terra del dipendente il quale immotivatamente si era arrampicato su uno scaffale per prendere un attrezzo, senza utilizzare la apposita scala fornita dal datore di lavoro.

 

Dall’esame della fattispecie era chiaramente emerso che il dipendente “non era riuscito a provare né che l’azienda o il personale da essa dipendente, avesse chiesto di fare l’operazione nei termini in cui lo stesso l’ha eseguita, né che ci fosse una particolare urgenza di compiere questa operazione, né, infine, che nella specifica occasione fosse stato costretto a compiere tale operazione dall’assoluta mancanza o indisponibilità delle scale”.

 

Sul punto la Corte d’Appello competente ha avuto modo di aggiungere che, nel caso di specie, non poteva assolutamente omettersi di valutare ed evidenziare che il lavoratore infortunato si era posto di propria iniziativa in una posizione di pericolo per la propria incolumità, infatti, lo stesso non solo si era arrampicato sullo scaffale ma era giunto fino all’ultimo ripiano dello stesso.

 

La Suprema Corte, pur nella consapevolezza del comportamento colposo posto in essere dal dipendente, puntava l’attenzione sulle ripetute omissioni perpetrate dal datore di lavoro in aperta violazione delle disposizioni poste dal T.U. 81/08.

 

Le succitate norme perseguono l’obiettivo di tutelare i lavoratori non solo dagli incidenti derivanti da propria disattenzione, ma anche da quelli ascrivibili ad imperizia, negligenza ed imprudenza da parte dello stesso.

 

Da quanto detto deriva come conseguenza che il datore di lavoro sarà considerato sempre responsabile sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte dei dipendenti, non potendo attribuirsi alcun effetto esimente, per l’imprenditore, all’eventuale concorso di colpa del lavoratore, la cui condotta può comportare, invece, l’esonero totale del medesimo imprenditore solo ed esclusivamente quando presenti i caratteri dell’abnormità, in opinabilità ed esorbitanza.

 

Volendo trarre le conclusioni di quanto detto può evidenziarsi che il datore di lavoro, per agire nel pieno rispetto del dato normativo, dovrà attivarsi sia in fase preventiva attraverso la puntuale predisposizione delle misure di sicurezza, sia in costanza di rapporto, vigilando in modo concreto in merito all’efficienza delle soluzioni adottate.