Sentenze

 

Responsabilità del datore di lavoro e obbligo di informazione dell’apprendista.

Con la pronuncia in esame la Cassazione ha avuto modo di incentrare l’attenzione in merito all’effettiva portata degli obblighi informativi avendo cura di precisare e puntualizzare come il datore di lavoro deve rispettare l’obbligo informativo anche nei confronti dell’apprendista in merito ai concreti rischi strettamente connessi con lo svolgimento dell’attività lavorativa.

 

Nel caso posto all’attenzione della Corte, un apprendista subiva un infortunio sul lavoro mentre si accingeva ad aiutare due esperti colleghi e lo stesso sosteneva che l’incidente era addebitabile all’omessa adozione, da parte del datore di lavoro, delle misure necessarie a tutelare l’integrità psico-fisica dei propri dipendenti.

 

Sul punto si è, in via preliminare, ribadito un principio ormai consolidato a livello giurisprudenziale ed in virtù del quale si può affermare che la responsabilità del datore di lavoro, per infortunio occorso al dipendente, non è esclusa dalla condotta imprudente del dipendente, se non nei limiti in cui quest’ultima presenti i caratteri dell’abnormità ed imprevedibilità.

 

Per altro verso, il lavoratore infortunatosi, che assuma la responsabilità del datore di lavoro per aperta ed insanabile violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro, non ha l’onere di provare specifiche omissioni del datore nella suddetta materia, dovendosi lo stesso limitare alla mera allegazione dell’infortunio, del danno derivato, quale logico corollario, del nesso causale e della nocività dell’ambiente nel quale espletava la propria attività.

 

Graverà, invece, sul datore di lavoro l’onere di dimostrare puntualmente di aver adottato tutte le ineludibili prescrizioni espressamente individuate dal dato normativo di riferimento, il T.U. in materia di sicurezza, così come modificato ed integrato dal correttivo dell’agosto 2009.

 

Relativamente a tutti i puntuali obblighi espressamente posti in capo al datore di lavoro, la Corte ha avuto modo di precisare che gli stessi si atteggiano in maniera particolarmente rigorosa qualora il datore di lavoro abbia come interlocutori lavoratori giovani di età e professionalmente inesperti, il tutto in particolar modo in presenza di apprendisti nei cui confronti la legge prescrive precisi obblighi di formazione ed addestramento, tra i quali primeggia l’educazione alla sicurezza sul lavoro nel pieno rispetto della normativa succitata.

 

Nel caso di specie, risultando incontestabilmente che il lavoratore infortunato era proprio un apprendista, che l’ambiente di lavoro era estremamente pericoloso, che l’infortunio si era registrato mentre lo stesso tentava di aiutare due colleghi a svolgere la relativa prestazione lavorativa e, quindi, a seguito di una condotta non certo imprevedibile ed abnorme, la Corte ha fatto pedissequa applicazione dei succitati principi evidenziando come il datore di lavoro avesse omesso di rispettare puntualmente le cautele prescritte dal legislatore.

 

Per logica conseguenza lo stesso doveva considerarsi responsabile in toto dell’evento accaduto.