Sentenze

 

Responsabilità del datore di lavoro e valutazione dei rischi.

Con la pronuncia in esame la Cassazione ha preso posizione in materia di sicurezza sul lavoro e nello specifico in tema di responsabilità del datore di lavoro per omessa redazione del DVR, documento di valutazione dei rischi, ovvero per mancato, insufficiente o inadeguato aggiornamento della valutazione relativa agli specifici pericoli a cui i prestatori di lavoro sono sottoposti in relazione alle diverse mansioni assegnate.

 

Sul punto i giudici della Suprema Corte ribadiscono il concetto in virtù del quale la valutazione dei rischi, con la conseguente elaborazione dell’idoneo documento, costituisce un fondamentale ed ineludibile passaggio per la prevenzione degli infortuni, anche se il rapporto di causalità tra omessa previsione del rischio ed infortunio deve essere accertato in concreto.

 

Rivolgendo la nostra attenzione al Testo Unico 81/08, così come modificato ed integrato nell’agosto 2009, si desume in automatico come uno dei primi ed ineludibili obblighi ascritti al datore di lavoro è quello di procedere alla puntuale redazione del documento contenente la valutazione dei rischi strettamente correlati all’attività da svolgere.

 

Non risulta pleonastico, quindi, aver cura di ribadire e puntualizzare, stante l’importanza della suddetta prescrizione e la delicatezza degli interessi coinvolti, che la succitata attività, di valutazione e redazione, non può assolutamente essere oggetto di delega da parte del datore di lavoro.

 

Dopo aver evidenziato tali importanti principi la Cassazione si spinge oltre affermando che una valutazione dei rischi non adeguata ed un’insufficiente formazione dei lavoratori possono, senza alcun dubbio, essere equiparati ad una mancata valutazione dei rischi, quindi, ad un mancato rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza.

 

Ed a dimostrazione di ciò può farsi riferimento alla sentenza n. 34063/2007 in virtù della quale si afferma che “in tema di prevenzione infortuni sul lavoro, integra la violazione del dato normativo non soltanto l’omessa redazione del documento di valutazione, ma anche il suo mancato, insufficiente o inadeguato aggiornamento od adeguamento e l’omessa valutazione ed individuazione degli specifici pericoli cui i lavoratori sono sottoposti in relazione alle diverse mansioni svolte e la specificazione delle necessarie misure di prevenzione da adottarsi”.

 

Dal puntuale esame dei fatti, così come si erano svolti, si è avuto modo di rilevare che nel caso di specie, pur trovandosi di fronte ad una lavorazione particolarmente difficile e delicata, era emerso che il datore di lavoro aveva proceduto ad una valutazione dei rischi e delle necessarie misure per prevenirli in modo del tutto insufficiente e generico.

Pertanto correttamente si era ascritta una incontestabile responsabilità a carico del datore di lavoro, titolare della posizione di garanzia, a causa  della condotta ingiustificatamente omissiva dallo stesso perpetrata: infatti, la puntuale predisposizione di una specifica valutazione dei rischi del lavoro in corso di svolgimento nei propri cantieri e la conseguente informazione dei lavoratori, nonché la predisposizione di idonee misure di sicurezza avrebbero evitato gli eventi lesivi.

 

In ipotesi del genere nessuna forza escludente in tema di responsabilità del datore di lavoro può essere ascritta alla condotta dei lavoratori in quanto come più volte ribadito dalla Cassazione la condotta colposa del lavoratore infortunato non assurge a causa sopravvenuta da sola sufficiente a produrre l’evento quando sia comunque riconducibile all’area di rischio propria della lavorazione svolta: in tal senso il datore di lavoro è esonerato da responsabilità solo ed esclusivamente quando il comportamento del lavoratore, e le sue conseguenze, presentino i caratteri dell’eccezionalità, dell’abnormità e dell’esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive di organizzazione ricevute.