Sentenze

 

Responsabilità del datore di lavoro per svolgimento di attività pericolosa.

Nella pronuncia in esame la Cassazione torna ad affrontare la delicata problematica attinente la responsabilità del datore di lavoro nell’ipotesi di infortunio occorso al dipendente durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.

 

Nel caso di specie, in realtà, la questione ha coinvolto il legale rappresentante della società datrice di lavoro, considerato responsabile delle lesioni occorse ad alcuni dipendenti nello svolgimento della propria attività lavorativa, particolarmente delicata per le concrete modalità di svolgimento.

 

Gli stessi mentre erano intenti ad eseguire la discesa a terra di alcune lastre di vetro antiproiettile di diverse dimensioni furono investite dalle stesse ferendosi gravemente, e, nello specifico, uno al piede ed il collega all’addome.

 

Il tribunale competente, in seguito all’esame della vicenda, era giunto all’affermazione della responsabilità dell’imputato (il legale rappresentante) sostenendo che lo stesso aveva omesso di fornire ai due lavoratori attrezzature adeguate al lavoro da svolgere ed idonee al fine della sicurezza e della salute e per non aver assicurato, inoltre, ai propri dipendenti una sufficiente ed adeguata formazione in relazione alle proprie mansioni, il tutto in aperta violazione di quanto espressamente ed indiscutibilmente sancito dall’art. 2087 del c.c. oltre che dal T.U. n. 81/08.

 

Le predette conclusioni hanno trovato il pieno accoglimento da parte della Corte d’Appello.

 

L’imputato, sostenendo strenuamente la propria innocenza, ricorre per Cassazione sottolineando come la responsabilità, in realtà, fosse da ascrivere solo ed esclusivamente al comportamento posto in essere dai dipendenti nonché pone in discussione anche la titolarità della propria posizione di garanzia.

 

Con tranquillante uniformità questa Corte ha affermato e ribadito, richiamando sul punto il proprio consolidato orientamento, che l’obbligo di prevenzione si estende agli incidenti che derivino da negligenza, imprudenza ed imperizia dell’infortunato, essendo esclusa, la responsabilità del datore di lavoro ed, in generale, del destinatario dell’obbligo, solo ed esclusivamente in presenza di comportamenti che presentino i caratteri dell’eccezionalità, dell’abnormità, dell’esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo, alle direttive organizzative ricevute ed alla comune prudenza.

 

Dall’esame del concreto svolgimento dei fatti emerge che qualora il soggetto titolare della posizione di garanzia avesse rispettato il dettato normativo ponendo in essere tutte le misure atte ad evitare incidenti pericolosi nello svolgimento dell’attività lavorativa, gli eventi avrebbero sicuramente avuto un epilogo differente.

 

E proprio sul punto la Cassazione ha avuto modo di puntualizzare ulteriormente che l’applicazione delle misure di prevenzione degli infortuni sul lavoro sottende essenzialmente allo scopo di evitare che l’errore umano, possibile e, quindi, prevedibile, possa determinare il verificarsi di gravi infortuni in quanto se tutti i dipendenti fossero sempre gentili, esperti e periti non sarebbe necessario dotare i luoghi di lavoro e le macchine di sistemi di protezione.

 

Da quanto evidenziato si giunge all’affermazione dell’incontestabile ed indiscutibile responsabilità del soggetto titolare della posizione di garanzia.