Sentenze

 

Responsabilità del soggetto delegato alla sicurezza sul lavoro.

Il responsabile della sicurezza sul lavoro che ha negligentemente omesso di attivarsi per impedire l’evento non può invocare, quale causa di esenzione dalla colpa, l’errore sulla legittima aspettativa che non si verifichino condotte imprudenti da parte dei lavoratori, poiché il rispetto della normativa antinfortunistica mira a salvaguardare l’incolumità degli stessi anche dai rischi derivanti dalle disattenzioni, imprudenze o disubbidienze, purché connesse allo svolgimento dell’attività lavorativa.

 

Questa la recentissima conclusione alla quale è pervenuta la Cassazione nell’affrontare l’ennesimo infortunio occorso ad un lavoratore nello svolgimento della propria attività lavorativa.

 

Nella fattispecie in esame si è ritenuto che il direttore e delegato alla sicurezza di uno stabilimento, cui era stato contestato di non avere predisposto o fatto predisporre idonee protezioni al fine di evitare cadute dall’alto degli operai che si recassero sui lucernai dello stabilimento per lavori di manutenzione, non potesse assolutamente invocare a sua discolpa la condotta imprudente del lavoratore.

 

Alla predetta conclusione era giunto tanto il Tribunale quanto la Corte d’Appello di Milano.

 

Avverso tale sentenza era stato proposto ricorso per cassazione sostenendo la totale estraneità rispetto ai fatti verificatisi.

 

La Corte di merito si è convinta che il delegato alla sicurezza dello stabilimento dovesse rispondere penalmente dell’accaduto in quanto l’accertata causa della morte dell’operaio era da collegare a livello causale alla sua condotta omissiva il tutto in considerazione della posizione di garanzia dello stesso nei confronti dei dipendenti.

 

I giudici di secondo grado hanno spiegato in modo convincente che l’infortunio mortale non sarebbe avvenuto se fossero state approntate le opere idonee ad evitare il verificarsi dell’evento lesivo, le quali erano doverosamente imposte dalla legge.

 

Né è valso puntare l’attenzione sulla condotta imprudente del lavoratore in quanto anche se ci fosse stata non avrebbe presentato rilievo innanzi all’operare del delegato alla sicurezza in violazione del dato normativo.

 

Il predetto rilievo difensivo non è valso a scagionare l’imputato in quanto si è evidenziato che chi è responsabile della sicurezza del lavoro deve avere una sensibilità tale da rendersi interprete, in via di prevedibilità, del comportamento altrui.

 

Presumere che non si verifichino condotte imprudenti da parte dei lavoratori non risulta invocabile, non solo per l’illiceità della propria condotta omissiva, ma anche per la mancata attività diretta ad evitare l’evento, imputabile a colpa altrui, quando si è, come nel caso di specie, nella possibilità in concreto di impedirlo.