Sentenze

 

Responsabilità dell’imprenditore per morte dell'operaio.

Con la pronuncia in esame la Cassazione torna ad occuparsi della delicata questione del pieno rispetto della normativa in materia di sicurezza da parte del datore di lavoro in virtù delle importanti novità introdotte a livello ordina mentale dal T.U. n. 81/2008 così come integrato dal d. lgs. n. 106/2009.

 

La fattispecie concreta prende le mosse dal tragico incidente occorso ad un operaio, impegnato con altri nell’installazione della rete metallica di protezione di una parete rocciosa, caduto da circa 70 metri dal suolo per il cedimento della corda che lo reggeva riportando gravissime lesioni che lo conducevano alla morte.

 

La Corte, dall’analisi delle modalità di svolgimento dei suddetti fatti, giunge ad affermare, con vigore, l’indiscutibile responsabilità del legale rappresentante della società esecutrice dei lavori per il consolidamento di una parete rocciosa prospiciente una spiaggia.

 

Il perno della decisione in esame è l’art. 2087 c.c., norma cardine del nostro ordinamento in materia di obblighi del datore di lavoro, che impone allo stesso di adottare tutte le misure necessarie ed idonee a tutelare e salvaguardare l’integrità fisica dei propri dipendenti.

 

Il mancato rispetto di questa prescrizione e di tutti gli obblighi sanciti dal successivo T.U. in materia di sicurezza fa derivare la totale responsabilità del datore di lavoro che potrà venire meno solo laddove dovesse accertarsi dolo o rischio elettivo del lavoratore, ovvero un comportamento che esorbiti in modo totale ed irrazionale dai limiti dell’attività lavorativa.

 

Al di fuori di tali ipotesi il datore di lavoro che non abbia rispettato le prescrizioni richiamate è sempre responsabile degli infortuni occorsi ai propri dipendenti, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente.

 

L’incontestata responsabilità del legale rappresentante nel caso in esame deriva da una riscontrata grave omissione nel predisporre i dispositivi di protezione a favore dei lavoratori infatti si era imprudentemente omesso di pretendere l’osservanza da parte dei lavoratori delle norme antinfortunistiche che impongono di rimuovere le corde utilizzate per la salita e discesa dalla parete rocciosa alla fine della giornata lavorativa onde evitare il degrado dovuto all’azione di animali o agenti atmosferici ed, in particolare, l’aver omesso di dotare lo sfortunato lavoratore di un idoneo sistema di protezione e di trattenuta nel caso di rottura improvvisa della fune; di aver omesso di vigilare perché rispettasse i sistemi di protezione.