Sentenze

 

Responsabilità per caduta del dipendente sui luoghi di lavoro.

Con la predetta pronuncia il Consiglio di Stato si pronuncia in merito all’indennizzabilità dell’infortunio occorso al lavoratore nell’ipotesi di rischio improprio che risulti non intrinsecamente connesso, cioè, allo svolgimento delle mansioni tipiche del lavoro svolte dal dipendente, ma insito in un’attività prodromica e strumentale e, comunque, ricollegabile al soddisfacimento di esigenze lavorative, rimanendo irrilevante l’eventuale carattere meramente occasionale di detto rischio, dal momento che va ritenuto estraneo  alla nozione legislativa di occasione di lavoro il carattere di normalità o tipicità del rischio protetto.

 

In conseguenza a ciò l’occasione di lavoro è configurabile anche nel caso di incidente occorso durante la deambulazione all’interno del luogo di lavoro da parte dei dipendenti.

 

Occorre, tuttavia, precisare che risulta sempre necessario che la caduta sia in stretto collegamento con situazioni rinvenibili nell’ambiente di lavoro o nelle modalità della prestazione lavorativa, come è dato per esempio registrare quando l’infortunio si sia verificato a causa della pavimentazione insidiosa dei locali che il dipendente, per motivi di svolgimento della propria attività lavorativa, è costretto a percorrere.

 

In assenza di particolari fonti di pericolo, deve ritenersi sufficiente un livello assolutamente minimo di attenzione al fine di evitare ogni tipo di lesione ai lavoratori.

 

In conseguenza a ciò si prescrive al datore di lavoro di adottare qualunque accorgimento finalizzato ad evitare lesioni, si richiede, per esempio, l’adozione di dispositivi antisdrucciolo lungo le scale dell’azienda qualora queste ultime siano totalmente insicure in quanto presentanti gradini consunti, sostanze scivolose, presenza eccezionale di ostacoli.

 

La predetta pronuncia si inserisce pienamente nel novero delle numerosissime sentenze atte a garantire una tutela a tutto tondo a favore del lavoratore in ambito lavorativo.

 

Occorre, infine, indicare che l’onere probatorio grava sul lavoratore/ricorrente il quale dovrà dimostrare il nesso eziologico tra l’evento subito e la causa determinante.