Sentenze

 

Effettiva operatività dell'istituto della delega di funzioni.

Con la recente pronuncia la Corte torna ad incentrare l’attenzione sul dibattuto istituto della delega di funzioni riconfermando, in toto, l’orientamento giurisprudenziale vigente in materia.

 

La questione ha origine dall’incidente occorso dl un lavoratore, il quale incarico da un dirigente comunale, a sua volta delegato dal sindaco, di eseguire la pulizia e la smerigliatura di una ringhiera era stato colpito ad un occhi da una scheggia di ruggine in quanto sprovvisto di necessari occhiali atti a proteggere gli occhi da materiali dannosi e non aveva ricevuto una adeguata informazione sui pericoli connessi alla propria attività lavorativa.

 

Ricorrendo in Cassazione l’imputato, nel caso di specie il dirigente comunale, aveva fatto valere, tra i motivi di ricorso, anche quello secondo cui “la delega conferitagli dal sindaco pro tempore in materia di sicurezza sul lavoro non poteva ritenersi pienamente valida e produttiva di effetti giuridici perché non accompagnata dall’effettiva assegnazione, da parte del delegante, dei fondi necessari per l’espletamento delle funzioni delegate”.

 

La Cassazione rigetta il ricorso in quanto infondato e, nel far ciò, ribadisce importanti principi in materia di delega e, più in generale, di effettività degli adempimenti prevenzionistici.

 

La Suprema Corte precisa che la responsabilità del delegato non viene meno per il fatto che lo stesso ritenga invalida la delega conferitagli in quanto lo stesso dovrà espressamente richiedere al delegante di porlo in grado di svolgere le funzioni delegate ed in caso di mancato adempimento rifiutare il conferimento dei poteri.

 

Con la predetta pronuncia si ribadisce l’incontrastata applicazione del principio di effettività nell’individuazione dei soggetti destinatari della normativa di salute e sicurezza sul lavoro.

 

In virtù di tale principio l’individuazione dei destinatari degli obblighi posti dalle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro deve fondarsi non già sulla qualifica rivestita bensì sulle funzioni in concreto esercitate, che prevalgono, quindi, rispetto alla carica attribuita al soggetto.

 

Da ciò deriva, come logica conseguenza, che il delegato il quale svolga di fatto le funzioni delegate senza averne i poteri necessari per farlo o le qualità tecnico-professionali che dovrebbero rappresentarne il presupposto, rimanendo inerte impedisce una corretta attuazione degli obblighi delegati a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori; per tale ragione egli risponde se non chiede al delegante di porlo in grado di svolgerli e, in caso di rifiuto o mancato adempimento, se non rifiuta il conferimento della delega.