Sentenze

 

Validità dell’istituto della subdelega in materia di sicurezza.

Con la pronuncia in esame la Cassazione affronta ed esamina il particolare istituto della sub delega di funzioni così come prevista e disciplinata dall’art. 16 del T.U. in materia di sicurezza sul lavoro così come ulteriormente modificato dal d. lgs. n. 106/2009.

 

Nel caso di specie il dirigente di uno stabilimento industriale, coinvolto per un infortunio sul lavoro dipendente da una carenza strutturale di una macchina, aveva dedotto di aver subdelegato ad un preposto l’obbligo inerente alla vigilanza sul luogo di lavoro, a sua volta delegatogli da parte del datore di lavoro.

 

Peraltro, atteso il difetto intrinseco dell’attrezzatura di lavoro, e non risultando il preposto subdelegato avere alcun potere di spesa in materia di sicurezza, la Cassazione ha condiviso la pronuncia della Corte d’Appello, la quale già aveva affermato la responsabilità del dirigente delegato in materia di prevenzione.

 

La Corte nell’esaminare la complessa questione evidenzia, con vigore, che mentre l’imputato, quale dirigente delegato all’osservanza delle norme antinfortunistiche ed alla sicurezza dei lavoratori, era concretamente titolare di ampi ed autonomi poteri di organizzazione e di spesa non altrettanto poteva affermarsi nei confronti del preposto, in quanto con la subdelega conferitagli non dal datore di lavoro, ma impropriamente dal dirigente, non gli era stato attribuito alcun autonomo poter di spesa in materia di sicurezza.

 

Quanto affermato dalla Corte non fa altro che ricalcare l’incontestabile principio giuridico secondo il quale in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, pur comprendendo tra i destinatari anche i preposti questi non si sostituiscono ai dirigenti.

 

Il delegato di primo livello, il dirigente, in considerazione degli ampi poteri conferitigli avrebbe dovuto vigilare e controllare l’efficienza dei macchinari utilizzati non solo sotto l’aspetto produttivo, ma anche sotto quello della rispondenza alle esigenze di sicurezza dei lavoratori.

 

Tali principi sono consacrati e ribaditi, proprio con la recente modifica introdotta all’art. 16 del T.U. avvenuta con il decreto correttivo n. 106/2009 il quale aggiungendo il comma 3-bis prevede che: “il soggetto delegato può, a sua volta, previa intesa con il datore di lavoro delegare specifiche funzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro alle medesime condizioni di cui ai commi 1 e 2. La delega di funzioni di cui al primo periodo non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al delegante in ordine al corretto espletamento delle funzioni trasferite. Il soggetto al quale sia stata conferita la delega, di cui al presente comma, non può delegare le funzioni delegate”.

 

La presente disposizione riconosce la possibilità che il soggetto delegato possa, a sua volta, delegare ad altri poteri e responsabilità in materia di salute e sicurezza nel pieno rispetto, però, dei requisiti richiesti per la validità dell’istituto.

 

Vi sono dei limiti alla possibilità che il delegato trasferisca a sua volta poteri ed obblighi che gli sono stati delegati dal datore di lavoro ed in particolare:

a) occorre necessariamente una previa intesa con il datore di lavoro;

b) le funzioni subdelegate devono essere specifiche;

c) la subdelega deve indiscutibilmente avvenire alle stesse condizioni di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 16.

 

Il tutto, però, precisando che la delega non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al delegante in merito al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite.